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DEPOSITO PREMI COLLETTIVI E INDIVIDUALI AIC

Last updated on September 16, 2026

Questo significa che qualsiasi premio corrisposto a un atleta o tecnico dilettante viene assoggettato alla ritenuta del 20%. La trasparenza e la responsabilità nella gestione delle risorse sono fondamentali per garantire la sostenibilità del sistema e la fiducia del pubblico. Un’analisi comparativa con altri paesi può fornire spunti di riflessione e suggerimenti per migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema di finanziamento delle Nazionali di calcio. L’analisi del finanziamento delle Nazionali di calcio va oltre l’aspetto puramente economico. Ha implicazioni sociali significative, legate all’immagine del paese, all’orgoglio nazionale e all’importanza del calcio come sport di massa.

  • Oltre ai compensi diretti dalla Federazione, i calciatori della Nazionale possono beneficiare di accordi commerciali legati all’immagine durante i periodi di attività con la maglia azzurra.
  • Questa componente è la più difficile da quantificare perché dipende interamente dagli accordi individuali che ogni calciatore stipula con i propri sponsor.
  • L’analisi del finanziamento delle Nazionali di calcio va oltre l’aspetto puramente economico.
  • I premi erogati a atleti o tecnici stranieri sono anch’essi soggetti alla ritenuta del 20%.
  • Ha implicazioni sociali significative, legate all’immagine del paese, all’orgoglio nazionale e all’importanza del calcio come sport di massa.
  • L’autorità italiana di regolamentazione del gioco d’azzardo AAMS mantiene una stretta supervisione su tutti i meccanismi dei bonus per garantire la protezione dei giocatori e standard di gioco equi tra gli operatori autorizzati.
  • La stessa disciplina fiscale si applica anche ai premi in natura (buoni spesa, buoni carburante, materiale tecnico, ecc.).

Alle sue spalle invece resta apertissima la corsa europea, con diversi club ancora in lotta per un piazzamento nelle competizioni Uefa della prossima stagione. Le cifre ufficiali non vengono rese pubbliche dalla FIGC, ma secondo stime di settore il valore di ogni gettone si aggirerebbe intorno ai 9.000 euro a convocazione. Una cifra che, rapportata agli stipendi percepiti dalla maggior parte dei calciatori di Serie A, è ovviamente contenuta. Sabatino Pizzano (Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti e Revisore Legale della Sostenibilità ESG), offrono assistenza dedicata a società di capitali, holding ed enti sportivi. I premi erogati a atleti o tecnici stranieri sono anch’essi soggetti alla ritenuta del 20%. La stessa disciplina fiscale si applica anche ai premi in natura (buoni spesa, buoni carburante, materiale tecnico, ecc.).

Risorse

A partire dal 1° gennaio 2025, l’esenzione dalla ritenuta per i premi fino a 300 euro non è più valida, e tutti i premi saranno soggetti a una ritenuta del 20%. La vittoria della Serie A non vale soltanto prestigio e gloria sportiva, ma garantisce anche un incasso pesantissimo dal punto di vista economico. La Lega Serie A infatti distribuisce una parte dei ricavi televisivi ai club in base al piazzamento finale in classifica, con il primo posto che assicura la quota più alta del montepremi. I calciatori più noti possono avere contratti di endorsement molto redditizi che si valorizzano ulteriormente durante i tornei internazionali. I calciatori convocati in Nazionale ricevono un gettone di presenza per ogni convocazione, stimato intorno ai 9.000 euro, più eventuali premi legati ai risultati nei tornei internazionali come Europei e Mondiali. La componente economica più significativa legata alla Nazionale riguarda i premi per i risultati nei tornei internazionali, in particolare Europei e Mondiali.

Cosa cambia Riforma dello Sport?

Il successo della Nazionale ha un impatto positivo sull’economia, attraverso l’aumento del turismo, la promozione del brand nazionale e la generazione di ricavi legati alle attività commerciali collegate al calcio. Secondo le stime riportate da Calcio e Finanza, il valore complessivo della parte variabile legata alla classifica supera i 100 milioni di euro, cifra che viene suddivisa tra le venti squadre del campionato in base alla posizione finale. In Italia, la FIGC ha progressivamente aumentato i compensi nel tempo, anche sulla spinta dei risultati sportivi. La vittoria di Euro 2020 ha rappresentato un momento spartiacque anche da questo punto di vista, con la federazione che ha mostrato generosità nel premiare una spedizione storica, dopo anni di buio. Questa componente è la più difficile da quantificare perché dipende interamente dagli accordi individuali che ogni calciatore stipula con i propri sponsor.

Quanto guadagnano i calciatori della Nazionale italiana: gettoni, premi e sponsor

  • A proposito di soldi, il comitato esecutivo della Uefa, riunitosi ad Amburgo, ha confermato il piano di ridistribuzione del premio in denaro che per questa diciassettesima edizione del torneo continentale è di 331 milioni di euro.
  • Nello specifico, a ogni squadra vengono dati 9,25 milioni come “bonus di partecipazione”, poi nella fase a gironi c’è 1 milione in caso di vittoria o 500 mila euro per un pareggio.
  • Gli atleti o allenatori tesserati che operano nell’ambito dilettantistico, anche volontariamente.
  • Le cifre salgono per la qualificazione alle semifinali e per la finalista sconfitta, in entrambi i casi sono 4 milioni.
  • Ci sono però ancora alcuni dubbi in merito, nonostante la riforma sia in vigore da molti mesi, quindi è bene fare chiarezza su alcuni punti che riguardano i premi sportivi.

Se un’associazione sportiva eroga un premio di 1.000 euro, l’atleta riceverà 800 euro se viene applicata la rivalsa (l’associazione trattiene il 20% come ritenuta). In alternativa, l’atleta può ricevere 1.000 euro netti, ma l’associazione dovrà versare 200 euro di ritenuta. Altri paesi adottano sistemi di finanziamento simili, con variazioni nei dettagli in base alle strutture federative e alle risorse economiche disponibili. In alcuni paesi, il ruolo dello Stato è più significativo, con contributi governativi più consistenti. Una comparazione tra diversi sistemi di finanziamento delle Nazionali permetterebbe di evidenziare le migliori pratiche e le aree di miglioramento.

Promozioni in corso e premi fedeltà

La fetta più ricca spetta naturalmente alla squadra campione d’Italia, mentre gli importi diminuiscono progressivamente scendendo verso il fondo della graduatoria. A proposito di soldi, il comitato esecutivo della Uefa, riunitosi ad Amburgo, ha confermato il piano di ridistribuzione del premio in denaro che per questa diciassettesima edizione del torneo continentale è di 331 milioni di euro. Tanto il prize money da ridividere tra le 24 squadre, quanto i criteri, sono rimasti invariati dalla precedente edizione del 2020 (poi disputatasi nel 2021 causa Covid). Esattamente come per la Champions League, le nazionali cominciano a incassare già semplicemente partecipando, in primis, ma anche vincendo o pareggiando una partita della fase a gironi.

DEPOSITO PREMI COLLETTIVI E INDIVIDUALI

È importante sottolineare che la negoziazione e la gestione di questi contratti di sponsorizzazione sono attività delicate e strategiche, che richiedono competenza e professionalità. La FIGC si avvale di personale specializzato per ottimizzare la ricerca e la gestione di accordi vantaggiosi. Inoltre, va considerato che molti calciatori sono vincolati a contratti con i loro club, che rimangono i loro datori di lavoro principali. La convocazione in Nazionale rappresenta, in questo caso, una sorta di “prestito” temporaneo, che necessita di accordi tra club e federazione per la gestione dei periodi di impegno internazionale. Con il nuovo format della Champions League ogni squadra disputa almeno quattro partite casalinghe nella prima fase e gli incassi del botteghino, soprattutto contro le big europee, possono superare complessivamente i 20 milioni di euro.

Dal 1° gennaio 2025 sono cambiate le regole fiscali sui premi sportivi per atleti e tecnici dilettanti. L’agevolazione prevista fino al 31 dicembre 2024, che consentiva l’esenzione dalla ritenuta per premi fino a 300 euro, non è stata prorogata, rendendo tutti i premi soggetti a una ritenuta del 20%. La Riforma dello Sport ha cambiato la tassazione dei premi sportivi assegnati agli atleti per casabet bonus i risultati ottenuti nelle competizioni. Questi cambiamenti sono entrati in vigore dal 1° luglio 2023 e hanno impattato su come vengono tassati, sui soggetti coinvolti e sui doveri fiscali. Ci sono però ancora alcuni dubbi in merito, nonostante la riforma sia in vigore da molti mesi, quindi è bene fare chiarezza su alcuni punti che riguardano i premi sportivi.

Questi premi vengono messi a disposizione dalla FIGC e distribuiti tra i giocatori della spedizione in base al percorso compiuto nella competizione. I premi sono solo per i risultati ottenuti nelle competizioni sportive o per partecipare ai raduni come parte delle squadre nazionali, sia a livello nazionale che internazionale. Si presume che questa regola si applichi anche ai premi in beni o servizi, non solo in denaro.

Nello specifico, a ogni squadra vengono dati 9,25 milioni come “bonus di partecipazione”, poi nella fase a gironi c’è 1 milione in caso di vittoria o 500 mila euro per un pareggio. Qualificarsi agli ottavi vale 1,5 milioni, mentre per i quarti viene aggiunto un ulteriore milione. Le cifre salgono per la qualificazione alle semifinali e per la finalista sconfitta, in entrambi i casi sono 4 milioni.

Nel caso di premi stipulati per la vittoria in Campionato, Coppa Italia, Coppe Europee e/o per qualificazioni per le coppe europee e/o per la salvezza, il termine di deposito sarà il giorno precedente la realizzazione dell’evento che dà diritto al premio. Allo stesso tempo, è importante garantire trasparenza e responsabilità nella gestione dei fondi destinati alla Nazionale, al fine di evitare sprechi e garantire l’equa distribuzione delle risorse. Un sistema di controllo efficiente e trasparente contribuisce a rafforzare la fiducia del pubblico e delle istituzioni nel mondo del calcio.

Prima di affrontare l’aspetto generale, è fondamentale comprendere la natura dei contratti che legano i calciatori alla Nazionale. Non si tratta di contratti di lavoro tradizionali, ma di accordi specifici per prestazioni sportive a carattere temporaneo. Questi contratti, spesso, prevedono compensi diversificati a seconda della performance, della partecipazione alle competizioni e del raggiungimento di obiettivi prefissati (qualificazione a tornei internazionali, vittorie, ecc.). Si tratta, quindi, di un sistema di premi e incentivi che va oltre il semplice stipendio fisso; Alcuni accordi potrebbero prevedere anche clausole di immagine e sponsorizzazioni individuali, che generano introiti aggiuntivi per i calciatori.

Questi premi possono variare significativamente in base all’importanza della competizione e al risultato raggiunto. La qualificazione a un torneo importante, una vittoria in una partita cruciale o la conquista di un titolo possono comportare premi consistenti per i calciatori, che vanno ad aggiungersi ai compensi previsti dai contratti individuali. La FIGC, naturalmente, gioca un ruolo centrale nel finanziamento della Nazionale. Tuttavia, la FIGC non paga direttamente i calciatori con uno stipendio fisso, ma attraverso compensi legati alle prestazioni e alle convocazioni, come già spiegato. A tutto questo vanno aggiunti sponsor, accordi commerciali e premi sportivi, motivo per cui la qualificazione alla Champions può arrivare a valere complessivamente tra 60 e 90 milioni di euro per un grande club italiano. Come detto, una parte degli introiti derivanti dai diritti televisivi viene redistribuita ai club in base alla classifica finale del campionato.

Una domanda che torna puntuale ogni primavera e che, in questa stagione, riguarda da vicino l’Inter, capace di cucirsi sul petto il 21esimo tricolore della sua storia al termine di un campionato dominato per larghi tratti. Dai un’occhiata alle altre notizie uscite qui su Universo Sportivo e rimanete aggiornati sui social con Universo Calcistico.